L’itinerario
di Morandi tocca località e paesaggi che
potrete ritrovare nell’opera del grande pittore
e incisore bolognese.
Giorgio Morandi (1890-1964) ebbe un lungo
ed intenso legame con questa terra. Egli trascorse nell’estate
nel 1913 una vacanza a Grizzana, presso Casa Veggetti
(
“La villa dei pioppi magri”), durante
la quale conobbe e apprezzò questi paesaggi, i
borghi di origine medievale, le case contadine, i boschi
e gli spazi aperti: in quell’anno realizzò
la prima acquaforte dedicata a questo luogo,
“Colline
di Grizzana” e, l’anno successivo,
“Paesaggio
con galleria”.
Per quindici anni questi furono per il pittore tra i principali
luoghi di villeggiatura e in questo periodo realizzò
molti dei suoi capolavori: le acqueforti
La strada,
Il Poggio al mattino,
Il Poggio di sera,
Le Lame; le incisioni
Casa Grizzana,
Paesaggio del Poggio,
Case del Campiaro a
Grizzana,
Le tre case del Campiaro a Grizzana
e
Pagliaio a Grizzana. L’attaccamento a
questo territorio rimase stretto anche quando il pittore
sfollò qui da Bologna, divenuta troppo pericolosa,
nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo in
quell’anno egli dipinse qui ventitrè paesaggi,
nei quali il silenzio, la calma, la solitudine paiono
assoluti. Questo nonostante, o forse proprio come risposta
alla vicinanza del fronte di guerra, al dolore del conflitto.
Poi, dal termine della guerra e per quattordici anni,
egli salì molto raramente a Grizzana. Significativamente,
in questi anni egli non dipinse alcun paesaggio, ad eccezione
di rare vedute dal cortile del suo studio bolognese, in
via Fondazza. Morandi ritrovò questi luoghi solo
dopo il 1958, quando la costruzione di un grande muro
rovinò l’inquadratura della finestra dello
studio di Bologna. Fece così costruire a Grizzana
una villetta con tante finestre (attualmente casa-museo,
in località Campiaro), che rappresentavano altrettanti
scorci sulle colline, sulle case, sulle strade bianche.
Nei soggiorni degli ultimi anni, non più soltanto
estivi, realizzò numerose e intense opere, tra
le quali
Villa Tonelli a Grizzana e
tre Paesaggi.

I
luoghi di Morandi sono rilevanti anche in quanto testimonianze
di una storia più antica. Essi si strutturarono
tra il XV e il XVII secolo intorno a nuclei trecenteschi,
e in molte aree portarono all’organizzazione di
questo impervio territorio in campi coltivati ed aree
boscate. Incontrerete dunque numerosi edifici in sasso,
originari del tre-cinquecento, case forte, case torri,
edifici religiosi, fienili.

Il sentiero dunque vi riporta ai luoghi e ai paesaggi
di Giorgio Morandi, le cui opere nacquero proprio dall’osservazione
sensibile della natura, qui fortemente legata a queste
testimonianze medievali. Lungo il vostro cammino potrete
ritrovare le case, i borghi e gli scorci, ma soprattutto
le luci e i volumi impressi sulla tela dal grande pittore.
Vi segnaliamo ad esempio la casa torre di Ca’Veggetti,
di impianto trecentesco; il borgo quattrocentesco di Tudiano;
il bell’ oratorio romanico di S. Lorenzo di Tudiano,
la cinquecentesca casa torre di Poggio di Veggio. Potrete
raggiungere l’antico nucleo di Castelvecchio, o
il borgo di Ca’ Benassi, che si sviluppò
nel XVI secolo ma conserva una casa torre trecentesca.

Sono ancora visibili tracce medievali a Molinelli e nella
casa torre di Le Lame, presumibilmente del tre-quattrocento
così come il primo nucleo della vicina Torre Lame.
Poco lontano, si estende tra il Campiaro e Le Lame il
bosco dei Faieti. Gli amanti dell’opera morandiana
riconosceranno ancora il nucleo di Campoluzzo, che si
sviluppa in modo scalare seguendo il livello del terreno;
Ca’ la Fame, il cui rudere fu un tempo fienile-stalla,
posto su un’altura dalla quale potrete godere di
un bellissimo panorama sulle colline circostanti; i due
edifici di Ca’ La Sete.
Uno dei punti centrali dell’itinerario è
il Centro di Documentazione Giorgio Morandi, un complesso
culturale costituito da biblioteca, sala mostre e foresteria.
Esso è ospitato, in località Campiaro presso
Grizzana, proprio nei Fienili, vere e proprie icone dell’arte
morandiana, ritratti in disegni, acqueforti e dipinti,
tra i quali il famoso
La strada bianca (acquaforte
del 1933, dipinto del 1940).
Incamminatevi dunque accompagnati dalle parole di Giorgio
Morandi:
“Esprimere ciò che è
nella natura, cioè nel mondo visibile, è
la cosa che maggiormente mi interessa”.