L’itinerario
Naturalistico percorre il parco da Nord a Sud
e vi permetterà di apprezzare l’alta biodiversità
che caratterizza quest’area protetta.
L’abbandono del territorio a seguito delle devastazioni
portate dalla Seconda Guerra Mondiale, oltre che della
generale tendenza, manifestatasi nel dopoguerra, a lasciare
la montagna e la vita agricola, ha ridotto la parte di
territorio coltivata, alla quale si sono sostituiti diffusamente
boschi e cespuglieti.
Percorrerete tratti maggiormente caratterizzati da un
ridotto numero di insediamenti edilizi, come in quello
tra San Silvestro e Collinaccia, o tra Termine e Ca’Mascagni,
tra aree agricole e nuclei edilizi. In altre zone la presenza
antropica sarà invece completamente assente, come
nel tratto che unisce Monte S. Barbara a Monte Sole, o
nell’area di Monte Salvaro.
Camminerete tra praterie e boschi, che in generale sono
costituiti da carpino Nero sui versanti settentrionali,
mentre quelli meridionali sono spesso coperti da roverella.
Ben rappresentati, soprattutto nell’area meridionale
del Parco, i boschi di Castagno, un tempo estesamente
utilizzati per la produzione di frutti destinati alla
molitura. Da segnalare la presenza di Querce tra le quali,
caso singolare, la cerrosughera e il leccio.
L’incontro tra gli ambienti climatici centro-europei
e mediterranei che si verifica in quest’area fa
sì che il Parco accolga gli areali estremi di diffusione
di due specie arboree: quello meridionale nel caso del
Pino Silvestre, protetto con legge regionale dal 1977,
che incontrerete presso Monte Termine, e quello settentrionale
per il Leccio, quercia sempreverde diffusa nell’area
di Monte S. Barbara. Inoltre l’estensione altitudinale
crea i presupposti per la presenza, nei versanti settentrionali
più elevati, di una specie solitamente vegetante
ad altitudini maggiori, il Faggio.
Il Parco Storico di Monte Sole è l’area protetta
regionale della Provincia di Bologna con la maggiore biodiversità
vegetale: nel suo territorio crescono 936 specie floristiche,
un terzo di quelle presenti in Emilia Romagna. Tra esse
più di 50 specie protette, tra le quali molte orchidee,
che potrete scorgere ad esempio nel tratto che congiunge
S. Martino con Caprara, il mughetto, alcuni gigli, il
bucaneve, i garofanini selvatici e diverse specie rare.
Potrete ammirare le spettacolari fioriture della viola,
del ranuncolo, nei pressi del Centro Visite; della sulla
e della ginestra, lungo i versanti dei calanchi. La rosa
canina dà spesso corpo ai diffusi cespuglieti.
Il territorio del Parco, formato da un fitto mosaico di
habitat costituisce anche l’ambiente ideale per
una grande varietà di specie animali, che con un
po’ di fortuna potrete incontrare sul vostro cammino:
cervi e daini, ad esempio nell’area compresa tra
Monte Sole, Monte Baco e Monte Caprara, caprioli, cinghiali,
volpi, tassi, scoiattoli e ghiri. Tra gli arbusti e nel
sottobosco potrete incontrare il moscardino.
La presenza di oltre 60 specie di uccelli rende estremamente
ricca anche la composizione dell’avifauna del Parco:
l’Albanella minore, nelle praterie e nei seminativi,
o il Falco pecchiaiolo. Nei cespuglieti trovano rifugio
l’Averla Piccola, il Luì Bianco, la Sterpazzola
e la Sterpazzolina, nei boschi maturi della zona di Monte
Salvaro il Picchio Verde, il Picchio Muratore e il Rampichino.
Di un certo rilievo è la presenza del Succiacapre
che predilige i boschi radi, soleggiati e asciutti.
Noterete anche il variare del substrato roccioso: versanti
di argille scagliose presso Grizzana Morandi, argilliti,
marne argillose e argille marnose presso la Steccola e
Ca’ Le Scope, arenarie da Monte Termine al fondovalle
del Setta, in prossimità di Pioppe di Salvaro,
nella zona di Monte Salvaro, in quelle di Monte Baco e
Monte Sole.
Una delle emergenze geomorfologiche più tipiche
della zona è rappresentata dai calanchi, dei quali
potrete ammirare un bell’esempio tra S. Martino
e La Quercia.
In alcuni tratti affronterete salite impegnative, che
vi regaleranno però panorami emozionanti sulle
alture circostanti e su significativi luoghi del bolognese
e dell’Appennino, come a Monte Baco, Monte S. Barbara,
Monte Salvaro. Nel tratto da Casaglia a Caprara potrete
ammirare uno scorcio delle vallate dei fiumi Reno e Setta,
che scorrono lungo il perimetro del Parco; nelle giornate
più limpide, la visuale si estende fino a Monte
Vignola, Monte Pastore, Medelana e Luminasio. Tra Monte
Abelle e Monte Sole, da alcuni punti panoramici è
possibile scorgere il Santuario di S. Luca, la Rupe di
Badolo, il Santuario di Monte delle Formiche. La vetta
di Monte Sole, nelle giornate serene, offre una spettacolare
veduta di Montovolo, Monte Salvaro, Monte Cimone e del
Corno alle Scale.